Il Gran Commendatore dell’Ordine di Malta in dialogo con il Cardinale Patrono Gianfranco Ghirlanda S.J.
Pubblichiamo l’intervista dialogo tra il Gran Commendatore del Sovrano Militare Ordine di Malta, Fra’ Emmanuel Rousseau, e il Cardinale Patrono Gianfranco Ghirlanda S.J., in cui si sottolinea lo spirito di collaborazione e la sinergia di rapporti. Nell’intervista viene sottolineato – tra gli altri – l’importante lavoro svolto in Italia dall’Associazione, attraverso l’ospedale San Giovanni Battista di Roma. L’articolo, pubblicato sul sito del Gran Magistero, verrà condiviso nel prossimo numero de L’Orma.
Eccellenza, Fra’ Emmanuel Rousseau, a che punto è il percorso di riforma avviato con la nuova Costituzione del 2022?
A partire dal 2022, tutto il Governo dell’Ordine ha fortemente indirizzato energie e risorse per consolidare il percorso di rinnovamento spirituale esortato da Papa Francesco e oggi confermato da Papa Leone XIV. Si tratta di un processo che ci aiuta a sottolineare la nostra natura religiosa, rafforzando la dimensione spirituale e il ruolo dei membri che hanno pronunciato i voti. Non è solo un aggiornamento normativo, ma un rinnovamento profondo che richiede tempo, dedizione e preghiera. In questo senso, abbiamo la fortuna e l’onore di essere accompagnati dal Cardinale Ghirlanda, esperto di diritto canonico, con una lunga esperienza con altri istituti religiosi, e che ha svolto un ruolo fondamentale nella stesura della nuova Costituzione e del Codice dell’Ordine”.
Eminenza, card. Ghirlanda, quali sono gli sviluppi del processo di riforma?
Sono stato consapevole sin dall’inizio che avremmo affrontato un percorso graduale, bisognoso di equilibrio e visione da parte del governo dell’Ordine, chiamato a riorganizzare la vita dei Cavalieri professi, provenienti da una ricchezza ed eterogeneità di esperienze culturali anche molto diverse tra loro. In uno scenario complesso in termini vocazionali, come quello di oggi, è necessario comprendere l’unicità della vocazione melitense e valorizzarne le specificità con il fine ultimo di rafforzare la missione di difesa della fede e di servizio agli ultimi, come recita il motto dell’Ordine.
Fra’ Emmanuel Rousseau, qual è la priorità strategica in questo senso?
La sfida più grande è quella di accompagnare i nuovi aspiranti, provenienti da tutto il mondo, nella comprensione e nella scelta della vita religiosa. Questo impone una formazione solida e un discernimento autentico, temi che affrontiamo in costante coordinamento con il Cardinale Patrono, fine conoscitore della vita spirituale. A tal proposito, ci sorprende che alcuni articoli di stampa da cui prendo fortemente le distanze – a nome del Gran Maestro e di tutto il Sovrano Consiglio – insinuino il dubbio sulla lealtà del Cardinale Patrono nei nostri confronti, da noi mai messa in discussione. Sentiamo invece tangibile il suo sostegno e la sua vicinanza spirituale, come quella paterna del Santo Padre Leone XIV.
Cardinale Ghirlanda, cosa vuole dire oggi promuovere il bene spirituale dell’Ordine come richiama l’articolo 5 della Costituzione?
Prima di tutto vuol dire sostenere il lavoro quotidiano di un Ordine con una vocazione sempre più globale, riconoscendone tutte le complessità. Motivo per cui continuo ad assicurare tutta la mia vicinanza spirituale all’Ordine di Malta e al suo governo guidato dal Gran Maestro Fra’ John Dunlap. In questi anni ho potuto constatare il lavoro prezioso che viene svolto in oltre 130 Paesi del mondo, in caso di emergenze, catastrofi naturali, conflitti, in soccorso delle povertà più disparate. Anche a Lourdes, durante il Pellegrinaggio annuale organizzato dall’Ordine di Malta, ho assistito direttamente al servizio inestimabile che viene rivolto a migliaia di ammalati con estrema cura e dedizione. Per questo, sento il dovere di condannare apertamente il senso distorcente di alcuni articoli denigratori che non rappresentano affatto il lavoro svolto dai membri del governo dell’Ordine, la loro capacità di gestione e la loro correttezza e dirittura morale. Dovrebbe invece essere raccontato il lavoro svolto attraverso l’attività diplomatica e le opere umanitarie in tutto il mondo, e anche in Italia dall’Associazione, attraverso l’ospedale San Giovanni Battista di Roma, e dal Corpo di soccorso, in prima linea nel Mediterraneo e al fianco di decine di migliaia di poveri in tutte le regioni del nostro Paese.
Fra’ Emmanuel, le opere umanitarie sono dunque il vero volto dell’Ordine di Malta?
La missione di servizio ai più fragili, che i nostri 13.500 membri, insieme a più di 200.000 volontari e dipendenti, portano avanti anche negli angoli più remoti del pianeta, è ciò che dimostra e rende visibile la nostra fede. Come nella Lettera di san Giacomo leggiamo “mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”, così le nostre opere non sarebbero possibili tralasciando il nostro fondamentale carisma fondativo. L’Ordine di Malta è prima di tutto un ordine religioso e dalla spiritualità trae forza e speranza la nostra missione umanitaria, una macchina organizzativa capillare e complessa che si nutre del lavoro di tutte le associazioni e delle entità che operano sotto l’egida della croce a otto punte. A questo si aggiunge l’intensa attività della rete diplomatica che sostiene e agevola i progetti umanitari, dando inoltre un contributo importante in termini di promozione e advocacy del diritto umanitario internazionale, in un tempo in cui occorrono testimonianze credibili negli attuali scenari di crisi sempre più drammatici.
Card. Ghirlanda, è questa varietà di esperienze che rappresenta l’Ordine di Malta nel terzo millennio?
Certamente. E mentre vediamo fiorire e moltiplicarsi con straordinaria ricchezza e qualità le opere umanitarie, crescere le relazioni diplomatiche e gli accordi di cooperazione, possiamo essere grati del grande lavoro del governo dell’Ordine e di tutte le persone che ne fanno parte, da sostenere e accompagnare con la preghiera e la vicinanza.