Winter Rescue Training Gran Sasso: il Corpo Militare si allena tra neve e ghiaccio

Le montagne dell’Abruzzo, imbiancate dalle abbondanti nevicate delle scorse settimane, hanno fatto da cornice a uno degli appuntamenti addestrativi più impegnativi e significativi della stagione invernale. Nei giorni 15 e 16 aprile, sul versante teramano del Gran Sasso d’Italia, in località Prati di Tivo, il Reparto Comando del Corpo Militare dell’Ordine di Malta ha dato vita al “Winter Rescue Training Gran Sasso”, un’esercitazione intensa e articolata dedicata al personale impegnato nel supporto operativo in ambiente alpino montano.

Operare in montagna durante la stagione invernale richiede competenze specifiche, preparazione fisica elevata e una profonda conoscenza delle tecniche di sopravvivenza e soccorso in ambienti ostili. La neve, il freddo, il vento e la quota trasformano qualsiasi operazione, anche la più semplice,  in una sfida che richiede lucidità, coordinazione e padronanza degli strumenti a disposizione. Per chi opera nel soccorso alpino, non si tratta di una scelta opzionale: è una necessità operativa assoluta.

Il “Winter Rescue Training Gran Sasso” nasce proprio da questa consapevolezza. L’obiettivo è formare e mantenere in efficienza il personale del Reparto Comando, garantendo che ogni operatore sia in grado di affrontare scenari reali di emergenza in alta quota con la competenza e la prontezza che tali situazioni richiedono.

La scelta del Gran Sasso d’Italia come teatro addestrativo non è casuale. Con i suoi 2.912 metri di quota massima al Corno Grande, il Gran Sasso rappresenta la vetta più alta degli Appennini e uno degli ambienti montani più impegnativi della penisola. Il versante teramano, con la località di Prati di Tivo, offre condizioni ideali per questo tipo di addestramento: terreno vario, neve abbondante e un contesto alpino autentico che riproduce fedelmente le condizioni operative reali.

Le nevicate eccezionali delle settimane precedenti hanno reso il manto nevoso particolarmente spesso e compatto, creando le condizioni perfette per testare le tecniche di sopravvivenza, ricerca e soccorso in valanga. Una circostanza fortunata che ha permesso di svolgere quella che si è rivelata l’ultima attività montana della stagione in condizioni ottimali.

Un elemento di rilievo dell’esercitazione è stato il supporto logistico garantito dal 9° Reggimento Alpini di L’Aquila, una delle unità più specializzate e storicamente radicate nella cultura alpina dell’Esercito Italiano. La collaborazione con gli Alpini ha rappresentato un valore aggiunto significativo: la loro esperienza nel territorio e nella gestione delle operazioni in alta quota ha contribuito a rendere l’addestramento ancora più realistico ed efficace.

Questa sinergia tra il Corpo Militare dell’Ordine di Malta e le Forze Armate italiane conferma la vocazione collaborativa che caratterizza le attività operative e formative di entrambe le istituzioni, unite dalla comune missione di proteggere e soccorrere le persone in difficoltà.

Il programma del “Winter Rescue Training Gran Sasso” ha coperto un ampio spettro di competenze, combinando resistenza fisica, abilità tecniche e conoscenze di primo soccorso.

La prima prova è stata una marcia di 4 chilometri in ambiente innevato, con tutto l’equipaggiamento individuale al seguito. Un’attività apparentemente semplice, ma che in condizioni di neve profonda e terreno irregolare mette alla prova la resistenza fisica e la capacità di gestire il proprio corpo e il proprio equipaggiamento in modo efficiente.

Particolarmente suggestiva e tecnicamente impegnativa è stata la costruzione e l’utilizzo di una truna, il bivacco di emergenza scavato direttamente nella neve. Questa tecnica di sopravvivenza, tipica della tradizione alpina, sfrutta le proprietà isolanti della neve per creare un riparo efficace contro il freddo e il vento. Costruire una truna richiede tecnica, esperienza e lavoro di squadra: ogni passo deve essere eseguito correttamente per garantire la stabilità della struttura e la sicurezza di chi vi si rifugia.

Il programma ha incluso anche un corso di primo soccorso in ambiente montano, focalizzato sulle specificità delle emergenze in alta quota: ipotermia, traumi da caduta, gestione del paziente in condizioni ambientali avverse e tecniche di stabilizzazione in attesa dei soccorsi. Competenze indispensabili per chi opera in scenari dove i tempi di intervento dei soccorsi specializzati possono essere lunghi e le condizioni ambientali rendono ogni manovra più complessa.

Infine, il personale si è cimentato nel recupero di un infortunato mediante barella e funi, simulando un’evacuazione in ambiente innevato. Questa attività richiede coordinazione perfetta tra i membri del team, padronanza delle tecniche di assicurazione e una solida comprensione della biomeccanica del trasporto in condizioni difficili.

La giornata del 16 aprile ha assunto un significato particolare grazie alla presenza del Comandante del Corpo Militare, Generale Tommaso Gargallo di Castel Lentini, che non si è limitato a osservare le attività ma si è calato direttamente in alcune di esse, partecipando in prima persona all’addestramento.

Un gesto che parla da solo: la leadership che condivide le fatiche dei propri uomini, che scende in campo e si mette alla prova accanto al personale, trasmette un messaggio potente di coesione, rispetto e appartenenza. La presenza del Generale ha rappresentato un riconoscimento concreto del valore e dell’impegno del personale coinvolto, oltre che una testimonianza diretta dell’importanza attribuita a questo tipo di formazione.