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Testimonianza di due volontari al Campo Estivo Italia

E’ stata la provincia senese, coi suoi pini marittimi, i suoi colli, le sue tipiche crete e quel senso di pace che sembra inscalfibile a ospitare la quinta edizione del Campo Estivo Italia dell’Ordine di Malta. Le coordinate precise sono quelle del castello di San Fabiano a Monteroni d'Arbia, di proprietà della famiglia Fiorentini, che oltre ad accogliere con un perenne sorriso e tanta disponibilità la “dolce invasione” di mezzi CISOM, di tende, moduli bagni e cucina e di tutti noi, ha partecipato attivamente alle attività del Campo. Un campo che ha mantenuto il suo collaudato impianto organizzativo, sia a livello di staff che di programma settimanale. Il giorno clou come al solito avviene a metà settimana, con la gita e la Santa Messa in un’importante chiesa o santuario nella Città che ospita. Quest’anno il gruppo (composto da 140 persone, di cui 42 Ospiti Assistiti) si è recato a Siena, con la solenne celebrazione presso la chiesa di San Girolamo in Campansi. Successivamente helper e guest sono stati ospiti della Sovrana Contrada dell’Istrice, che li ha accolti con gli sbandieratori, una visita presso il museo che espone vessilli, abiti d’epoca e trofei ed il pranzo nella sala del circolo della Contrada. Poi visita alle altre contrade del centro, al Duomo e presso la piazza del palio, che quel pomeriggio ha avuto un motivo in più per chiamarsi piazza del Campo. Una giornata di immersione in una delle città più suggestive d’Italia, col suo carico di storia e storie, colori, sapori e scorci grandiosi. Di altro tipo, ma sempre di “immersioni” si può parlare nel descrivere le altre giornate del Campo. Con la sfida tra le 10 squadre nelle varie discipline della Campiadi, le Olimpiadi del Campo, con un incontro ravvicinato con un mestiere antico e di grande fascino, quello dei falconieri, che si sono esibiti all’ombra della torre del castello. E poi l’immersione nel verde del parco avventura, con percorsi tra gli alberi, mini golf e pic nic. E infine giochi, laboratori, relax sui prati verdi della tenuta, sfide al musichiere e a boccette. Con tanti piccoli intervalli per aiutare guest e helper nel resistere al caldo, con the freddi e gelati per tutti. Dal punto di vista spirituale, l’altro momento clou, oltre alla celebrazione di Siena, è stata la notte silenziosa, il giovedì. Una serata di preghiere nella quale le guide spirituali del campo, fra Stefano Cavazzoni e don Alessandro Repossi, hanno guidato la recita del Santo Rosario e l’adorazione Eucaristica e sono poi rimasti a disposizione tutta la sera per chiunque volesse confessarsi. Fra Stefano ha anche tenuto, mercoledì, una riflessione sul tema del campo “Misericordiosi come il padre”, tema scelto vista la coincidenza con l’anno giubilare della Misericordia. L’animazione serale ha previsto discoteca serale, uno dei must del Campo, sempre molto partecipata e apprezzata dai guest, e, il martedì, la visione del toccante film d’animazione della Disney Inside Out. Quest’anno il Campo Estivo Italia ha avuto il piacere di accogliere numerosi ospiti e visitatori che hanno voluto esprimerci la loro vicinanza attraverso la condivisione di una parte di questa esperienza. Fra loro ricordiamo la visita di S.E. Dominique de La Rochefoucauld-Montbel, Grande Ospedaliere del nostro Ordine, di Fra' Emmanuel Rousseau, membro del Sovrano Consiglio, del responsabile delle comunicazione del GP di Roma Luciano Valentini di Laviano in rappresentanza di S.E. il Gran Priore di Roma, del Delegato SMOM di Firenze Francesco d’Ayala Valva e del responsabile caritativo del GP di Napoli e Sicilia Roberto Sottile d’Alfano. Hanno altresì voluto essere con noi Narciso Salvo di Pietraganzili e Maria Bonatti, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Fondazione CISOM ed il Direttore Nazionale Mauro Casinghini. Come ogni anno, immancabile è stata la visita di Daniela Bonucci, Capo Dipartimento degli Affari Interni dell’Ordine ed Eugenio Ajroldi di Robbiate, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni. La settimana del Campo scorre sì come un vortice velocissimo, ma al suo interno, ogni anno, si forgiano rapporti profondi e duraturi, che si portano dietro per tutta la vita, perché l’onda d’urto che ogni edizione sa generare nel cuore dei partecipanti è unica, fortissima e il suo segno indelebile. Indelebile, e tangibilissimo nel corso dell’ultima sera, quando l’intero gruppo, formato da persone provenienti da ogni parte d’Italia, si muove all’unisono, parlando la stessa lingua interiore, quella della gioia di stare insieme, della condivisione di un’esperienza di volontariato così pregnante e immanente, della malinconia per il percorso che si sta concludendo. Dal giorno dopo infatti la nostalgia di pini marittimi, sfide, gite, the freddo al limone, pranzi, giochi e balli sarà fortissima. Perché non c’è niente che riempia di più il cuore di un’esperienza umana in cui si condivide l'impegno per il prossimo. E ai campi estivi il darsi al prossimo è bilaterale e riguarda tutti, volontari e ospiti. La sete per il Campo 2017 è già tantissima... Maria Teresa Mazzarosa e Alessandro Socini Monteroni d’Arbia, 6 agosto 2016