Piacenza: ragazzi cristiani, ebrei e musulmani insieme per l’Ucraina con l’Ordine di Malta.

A Piacenza gli studenti della scuola media Faustini – Frank – Nicolini e le loro famiglie hanno partecipato anche quest’anno alla iniziativa proposta e coordinata dal Professor Guido Agosti, Cavaliere di Grazia Magistrale e docente dell’Istituto, promossa e sostenuta dalla Delegazione per l’Emilia Occidentale dell’Ordine di Malta, per reperire generi alimentari a lunga conservazione, vestiti e giocattoli per la popolazione ucraina colpita dalla guerra e in particolare per i bambini.
 
L’iniziativa fa parte di un progetto di educazione civica di solidarietà, che era stato proposto anche negli anni passati, con il risultato complessivo di oltre duecentosessanta scatoloni di cibo, vestiti, giocattoli per sostenere il popolo ucraino e di una spedizione totale di circa 800 peluche per i bambini degli orfanatrofi e dei campi profughi ucraini. 
 
Sono state coinvolte 18 classi dove i ragazzi hanno portato a scuola generi alimentari non deperibili, oltre che vestiti,giocattoli e dolci per i loro coetanei. La risposta è stata superiore alle aspettative e l’iniziativa ha visto anche la concreta partecipazione dei genitori. Quest’anno sono stati raccolti 60 scatoloni, pieni di generi alimentari e regali che sono stati impacchettati dagli stessi alunni. Oltre 400 cuffie di lana e 300 peluche donati dagli studenti sono stati da loro stessi confezionati con carta colorata e nastri da regalo per potere condividere un momento di gioia e speranza con i loro coetanei ucraini.
 
Il valore di questa iniziativa, non è stato solo nella raccolta del materiale, ma soprattutto nel fatto che ragazzi e ragazze di tutte le fedi, ebrei, cristiani, musulmani, hanno lavorato insieme per aiutare altri giovani, vivendo l’esperienza comune della solidarietà; un gesto di amore concreto nel quale si sono prodigati con entusiasmo e grande partecipazione. Questi ragazzi di ogni fede ed etnia ci hanno dato una grande lezione; mentre i loro Paesi sono in guerra erano insieme, fianco a fianco, a impacchettare i regali per i loro coetanei che nella guerra hanno perso tutto. La pace, per loro, è un linguaggio spontaneo. 
 
Una iniziativa semplice, spontanea, a costo zero, capace di creare aggregazione attorno al tema della solidarietà. Il coinvolgimento delle scuole, cioè una azione di solidarietà fatta da ragazzi per altri ragazzi, si è dimostrata di grande forza ed efficacia, non solo per il grande risultato della raccolta, ma anche per il valore etico, morale e civile che questo impegno ha significato per tutti gli alunni.