San Giovanni Battista tra fede e carità

Nella festa della Natività di san Giovanni Battista, patrono dell’Ordine di Malta, è stato riproposto dalla Delegazione di Pisa il tradizionale appuntamento con il pranzo offerto ai poveri della città: membri e volontari si sono riuniti nella chiesa del Carmine per onorare la memoria liturgica del celeste protettore ed hanno poi servito oltre cento indigenti nel chiostro dei Carmelitani. La santa Messa è stata celebrata dall’arcivescovo di Pisa monsignor Saverio Cannistrà, O.C.D., che ha onorato la Delegazione con la sua presenza ed ha rivolto ai presenti un’apprezzata omelia sull’esempio che il Battista incarna per i giovanniti di oggi. Insieme al presule hanno concelebrato i cappellani don Edoardo Butta e don Lorenzo Correnti, il direttore della Caritas monsignor Emanuele Morelli e don Giorgio Martelli, cappellano militare, alla presenza di monsignor Fra’ Giovanni Scarabelli, capitolare del Gran Priorato di Roma. Moltissimi cavalieri, dame e volontari hanno preso parte alla funzione, come pure gli assessori del Comune di Pisa Giovanna Bonanno e Riccardo Buscemi in rappresentanza del primo cittadino, l’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Umberto Ascani e Giorgio Cuneo, presidente e vicepresidente vicario dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano. Nell’occasione sono state consegnate le onorificenze dell’Ordine pro Merito Melitensi a Giacomo Cerasomma, benefattore delle opere dell’Ambasciata dell’Ordine presso la Repubblica della Namibia, e a Daniela Petraglia, titolare del ristorante “La Pergoletta”, che da anni si impegna generosamente nella preparazione del pranzo di San Giovanni. Attestati di benemerenza del Gran Priorato sono invece andati ai proprietari della pasticceria “Lilli” e del bar “La Borsa”, parimenti sostenitori della Delegazione. “Terminata la partecipata funzione, in collaborazione con la Caritas diocesana abbiamo servito i più poveri con grande entusiasmo secondo il carisma melitense – spiega il delegato Giacomo Berutto –: grande impegno è stato profuso da tutti i confratelli e le consorelle in ottima unità d’intenti, dai nostri volontari, dal Cisom e dal Gruppo giovanile, che hanno contribuito nell’allestimento e nel servizio d’ordine”.