Delegazione per il Friuli Venezia Giulia
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Lourdes, dialogo tra scienza e fede

Si è svolto a Udine, sabato 28 febbraio scorso, l’importante convegno dal titolo “Lourdes, Dialogo tra scienza e fede”.  L’Arcivescovo di Udine, S.E.R. Mons. Riccardo Lamba, assieme a tutta la Diocesi hanno accolto i partecipanti presso il Centro Congressi della Curia “Paolino d’Aquileia”.

L’evento è stato organizzato dalla Delegazione dell’Ordine di Malta del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Raggruppamento del CISOM friulano del Friuli Venezia Giulia, dell’ UNITALSI e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.

La rilevanza dell’argomento ha richiamato un numeroso pubblico. 

Vi hanno partecipato il Procuratore del Gran Priorato di Lombardia e Venezia, Bernardo Gambaro, il Gran Priore di Napoli e Sicilia, Nicolò Custoza de’ Cattani – al quale va il merito di aver ideato a suo tempo questa conferenza, poi rinviata a causa del Covid -, il Commissario Gran Priorale della Delegazione friulana, Daniele Garzoni di Adorgnano, il Commissario Gran Priorale di Venezia, Luigi Fabio Pagani Cesa e il Capo Raggruppamento friulano del CISOM e membro dell’Ordine di Malta, Antonio Maria Miotti.

Il rettore del seminario e moderatore del convegno, Don Daniele Antonello, ha presentato l’Arcivescovo di Udine, Monsignor Lamba, il quale, dopo un momento di preghiera, ha dato spazio al dottor Alessandro de Franciscis, cavaliere di Giustizia, frate professo di voti solenni nell’Ordine di Malta dal 2017.

Il dr. de Franciscis ha una grande esperienza in pediatria clinica, oltre ad una vasta competenza in epidemiologia, avendo anche conseguito un master a Boston. E’ il primo medico “permanente” non francese alla guida del “Bureau des Constatations Médicales” di Lourdes, che presiede dal 2009. Ha unito la professione medica ad una profonda fede; da diciassette anni infatti, Fra’ de Franciscis dialoga con gli ammalati che si recano a Lourdes.   

Sottolinea che “il dialogo è molto importante per Gesù che si intrattiene a tavola con i peccatori, luogo dell’incontro e della conversazione con i Farisei.   La nostra società non ama più il dialogo che invece è fondamentale per Gesù”.     Il “dialogo con Dio” per de Franciscis si manifesta attraverso l’esperienza medica vissuta a Lourdes, trattando il dolore con competenza medica, ma analizzando i miracoli come segni di una presenza divina.

La sua testimonianza del rapporto tra scienza, fede e guarigioni ha coinvolto profondamente tutta la platea. 

Come medico della grotta, de Franciscis ci illustra che sono sette i criteri utilizzati per definire una guarigione come inspiegabile.  Come primo criterio, è necessaria una diagnosi di certezza. Il secondo è che si tratti di malattie potenzialmente mortali o molto gravi.   Il terzo è che la guarigione sia del tutto inattesa.  Il quarto è che sia una guarigione clinicamente istantanea. Il quinto è che sia una guarigione completa. Il sesto è che sia anche definitiva.   Il settimo e ultimo criterio è che debba trattarsi di una guarigione inspiegabile, allo stato delle attuali conoscenze mediche. 

A questo punto, il medico “permanente” di Lourdes convocherà il Bureau delle Constatazioni mediche.   Se al Bureau questa guarigione risulta essere inspiegata dal punto di vista clinico, la questione sarà sottoposta all’attenzione del Comitato medico internazionale di Lourdes, composto da una trentina di professori, esperti nelle diverse specializzazioni mediche.   Dopo questo lungo studio, il Vescovo di Lourdes informerà il Vescovo della diocesi della persona guarita, per chiedere se desidera riconoscere tale guarigione come miracolo.

L’ultima guarigione che Fra’ de Franciscis ha constatato personalmente è quella della signora Antonia Raco, di Francavilla in Sinni, un Comune in provincia di Potenza, presente al convegno e a cui viene data la parola.

La signora Raco ci racconta che nel 2006 le viene diagnosticata una sclerosi laterale primaria degenerativa, che dopo un po’ di mesi l’aveva portata a non essere più autosufficiente.   Antonia Raco, madre di quattro figli, a causa della perdita di autonomia, era costantemente aiutata dal marito Antonio, nello svolgimento delle sue attività quotidiane, dalla mobilità all’alimentazione.   Essendo molto devota però, non rinunciava mai alla Santa Messa della domenica e a fare la Comunione.   Ogni giorno dalla finestra della camera, osservava una collina e pregava Gesù di darle in futuro, la stessa forza che aveva avuto Lui nel non scappare dall’Orto degli Ulivi.  Soffrendo di una malattia degenerativa, Antonia temeva le pene che avrebbe dovuto sopportare negli anni successivi.    Pur in queste condizioni di scarsa autonomia, aveva espresso il desiderio di recarsi a Lourdes.    

E’ così che nel 2009, accompagnata dal suo medico, riesce ad andarvi in treno con l’Unitalsi.  Il giorno dopo l’arrivo, si reca alle Piscine: è qui che sente una carezza sul collo e una voce dolcissima che le ripete “Non temere, non temere, non temere”.       Antonia a Lourdes non pregava per sé, ma per le sue intenzioni, soprattutto per una bambina molto malata del suo paese, della quale aveva portato con sé una maglietta.    Dopo il bagno, Antonia Raco prova un insolito senso di benessere e di leggerezza alle gambe.  L’ultimo giorno sente una voce che le chiede insistentemente di inginocchiarsi davanti alla Grotta; lei “inspiegabilmente” ci riesce, con grande stupore di tutti. Lo stesso stupore che provano il marito e i figli quando, al rientro dal viaggio, la vedono alzarsi sulle sue gambe.

Dopo poco tempo è cominciato il lunghissimo iter che ci ha descritto Fra’ de Franciscis, per verificare se la guarigione fosse di natura miracolosa. Quattordici anni dopo, nel novembre 2024, il Comitato medico internazionale di Lourdes ha riconosciuto la guarigione della signora Raco come inattesa e inspiegabile. Nel 2025 il vescovo della diocesi di Tarbes e Lourdes ha quindi informato la diocesi lucana.  A ciò è seguita la proclamazione ufficiale del 72º miracolo, ad oggi l’ultimo di quelli riconosciuti.

Al termine, l’Arcivescovo di Udine ha espresso l’invito “a non temere” di vivere il nostro cammino, giacché Gesù ha vinto il peccato e la morte.     Successivamente ha impartito la benedizione con cui si è conclusa questa straordinaria ed emozionante giornata.