Umbria, ponte di cuore: pellegrini da Budapest al Giubileo dei Poveri
Gran Priorato di Roma e Malteser Ungheria insieme per accogliere i più fragili
Dal 15 al 19 novembre, a Roma dieci persone senza fissa dimora, assistite dal Centro Miklos Utca di Budapest, hanno partecipato al Giubileo dei Poveri, accompagnate da otto volontari del Malteser Ungheria. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra la Delegazione Umbria del Sovrano Militare Ordine di Malta e il Malteser Ungheria, grazie all’impegno del Cavaliere di Onore e Devozione Alexander Gabor Szokolay de Ersekujvary e della volontaria Silvia Scatragli, di origini umbre e residente a Budapest.
Un ponte di solidarietà tra Italia e Ungheria
Il progetto, ideato nel dicembre 2024, è frutto di mesi di coordinamento e lavoro condiviso a livello internazionale. Il Centro Miklos Utca si è occupato della gestione dei documenti personali e della raccolta fondi, mentre la Delegazione Umbria del Gran Priorato di Roma, insieme a Carlo Vitalini Sacconi, Cavaliere di Onore e Devozione pro-ospedaliere, ha curato l’organizzazione logistica e l’accoglienza nella Capitale.
Cinque giorni di accoglienza e condivisione
Il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta ha accolto gli ospiti sul Lungotevere Aventino, mentre il Circolo di San Pietro e il Movimento dei Focolari hanno fornito i pasti. Ogni condivisione è stata un messaggio di vicinanza, umanità e rispetto della dignità della persona, al di là di ogni differenza culturale o linguistica.
L’incontro con il Santo Padre: un momento indelebile
Il 19 novembre, assistiti e volontari, insieme al delegato umbro Filippo Orsini, hanno partecipato all’udienza del Santo Padre in Sala Nervi. Ascoltare le parole del Pontefice e vivere quell’istante di raccoglimento ha lasciato, nel cuore dei dieci pellegrini, un segno profondo e indelebile.
Le parole del delegato umbro Filippo Orsini
«È stata una bellissima esperienza vedere per la prima volta il Santo Padre Leone XIV in una piazza gremita, insieme agli amici ungheresi e ai volontari del CISOM della Campania. Porto con me le parole del Papa: “Le sfide non si possono affrontare da soli e le lacrime sono un dono di vita quando purificano i nostri occhi e liberano il nostro sguardo”.»
Carità e Chiesa universale
Il pellegrinaggio è stato un esempio di solidarietà internazionale e un’occasione preziosa per offrire ai più fragili dignità, ascolto e piena partecipazione alla vita della Chiesa universale.