Messaggio del Gran Priore di Roma per la Santa Pasqua 2026
Cari Confratelli, Consorelle, Amici del CISOM e del Corpo Militare; Volontari tutti e simpatizzanti del Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta, esultiamo con tutto il Creato nel ricevere il messaggio di resurrezione e di salvezza che la notte di Pasqua ci affida!
Proprio in questi tempi così turbati dai terribili rumori che da più parti del mondo si levano a causa delle armi e delle guerre, il suono delle campane di Pasqua richiama alla certezza che l’Amore e la Misericordia trionferanno, perché il Risorto ha vinto il mondo e tutte le sue deviazioni malvagie.
Oggi più che mai il mondo e l’umanità sentono il bisogno di pace. Papa Leone, nella sua omelia della Domenica delle Palme, ci ha ricordato che Gesù è il Re della Pace e come Re della pace vuole riconciliare il mondo nell’abbraccio del Padre e abbattere ogni muro che ci separa da Dio e dal prossimo.
Quel muro è la pietra sepolcrale del peccato che chiude i nostri cuori, che impedisce la riconciliazione col Padre e con i fratelli, ma le campane di Pasqua ci portano il meraviglioso annuncio che la pietra è stata rimossa, il muro è stato abbattuto.
Ora la luce di Cristo può entrare nel sepolcro che a volte sono le nostre anime, può illuminare, scaldare e ispirare. In Cristo risorto possiamo e dobbiamo rinnovare il nostro impegno di fedeltà al carisma melitense nella difesa della fede e nell’esercizio concreto della carità verso i fratelli bisognosi.
Vi incoraggio a vivere con gioia questa nostra militanza nell’Ordine di Malta e soprattutto sento la necessità di esortarvi nello spirito fraterno e nell’unità, per essere testimoni credibili della nostra missione.
Papa Francesco nel 2023 rivolse ai partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine di Malta un forte richiamo all’unità che è più che mai valido: “…se non rinsaldiamo fermamente la nostra unità, non saremo credibili nelle nostre opere. La brama di potere e gli altri attaccamenti mondani allontanano da Cristo”.
In tal senso, mi auguro vivamente che la gioia della Risurrezione ci aiuti a scacciare dal nostro cuore e dal nostro vivere l’Ordine ogni residuo di quello spirito mondano che alimenta il chiacchiericcio, il carrierismo e l’orgoglio divisivo. Il colore nero del nostro abito, al contrario, ci ricorda l’umiltà e la croce ottagona che vi campeggia richiama costantemente le Beatitudini alle quali improntare il nostro agire.
Lasciamo, cari Confratelli e Amici, che il Risorto faccia rotolare via anche dai nostri cuori e dalle nostre anime la pietra del peccato e delle mondanità!
Rinnoviamo frequentemente la preghiera per la pace, unendoci all’intenzione del Papa, recitando la Preghiera del Cavaliere di San Giovanni che invoca espressamente la pace nel mondo e poi, rafforziamo la testimonianza di carità seguendo l’esempio autorevole e credibile del nostro fondatore. L’hospitale di Gerusalemme era un centro pulsante di amore e di carità e il Beato Gerardo, per la considerazione e il rispetto che si era meritato presso i Musulmani e gli Ebrei, veniva chiamato “il signore degli infermi”. Che sia la signoria di carità e di servizio la vera nobiltà che ci contraddistingue.
Con questo animo di gioia e di certezza nella Resurrezione e con il rinnovato impegno a servire il prossimo secondo il carisma melitense, auguro a tutti voi e alle vostre famiglie una serena e santa Pasqua.