Inaugurati i nuovi spazi per la riabilitazione con gli animali

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Terapia assistita con i cavalli, Bosco Vivo e Orto riabilitativo ampliano i percorsi di cura dell’Ospedale San Giovanni Battista

Sono stati inaugurati il 5 ottobre all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma i nuovi spazi dedicati alla Terapia assistita con gli animali, al Bosco Vivo e all’Orto riabilitativo. L’evento, dal titolo “La salute guarda al futuro”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti sanitari e i vertici dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta attorno a un tema centrale per l’Ospedale: una riabilitazione sempre più attenta non soltanto al recupero delle funzioni, ma anche all’autonomia, alla qualità del ricovero e della vita delle persone.

La nuova area dedicata alla Terapia assistita con gli animali si estende adesso per circa 7.700 metri quadrati. A questa si aggiungono il Bosco Vivo, di circa 14.500 metri quadrati, e l’Orto riabilitativo, pensati per integrare il lavoro clinico e fisioterapico con attività all’aperto. La Terapia assistita con i cavalli è già da anni una delle attività caratteristiche del San Giovanni Battista. Il progetto, avviato nel 2016, ha coinvolto migliaia di pazienti, tra persone reduci da coma, vittime di incidenti stradali e pazienti con malattia di Parkinson. Secondo i dati dell’Ospedale, il 92% dei pazienti trattati ha raggiunto gli obiettivi riabilitativi previsti.
Prima del taglio del nastro della nuova area, il Presidente dell’Associazione Italiana Lorenzo Borghese ha scoperto insieme alla moglie Maria Teresa e alle figlie la targa che intitola a Enzo Colaiacomo, recentemente scomparso, il viale principale del Bosco Vivo. Un progetto che aveva fortemente voluto e perseguito.

Nel corso dell’incontro il Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute Marcello Gemmato ha definito la Terapia assistita con gli animali «un intervento innovativo», inserendola in un sistema sanitario chiamato sempre più a confrontarsi con la cronicità, l’invecchiamento della popolazione e la necessità di accompagnare i pazienti lungo tutto il percorso di cura. «Il nostro sistema sanitario si fonda su due pilastri fondamentali: da un lato i nostri professionisti sanitari, che sono tra i migliori al mondo; dall’altro l’ecosistema che si crea a supporto del Servizio sanitario nazionale, di cui l’Ordine di Malta fa parte».

Alla giornata hanno preso parte Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, e Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina. Insieme alle autorità, i rappresentanti dell’Ordine di Malta – Il Gran Priore di Roma Fra’ Roberto Viazzo e l’Ambasciatore presso il Quirinale Stefano Ronca – il personale dell’Ospedale e della Fondazione Nando ed Elsa Peretti, che ha finanziato i lavori della nuova area.

Nel suo intervento, Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, ha sottolineato come «il rapporto con l’animale possa contribuire a creare un sistema relazionale positivo e ad aprire nuove possibilità nei percorsi di recupero. Penso, ad esempio, alle persone nello spettro autistico e ad altre condizioni nelle quali la relazione con l’animale può rappresentare uno strumento importante». Rocca ha richiamato anche il valore del lavoro multidisciplinare: «Qui lavorano fianco a fianco medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici e terapisti occupazionali, formando un team che porta all’eccellenza. Non possiamo pensare a un servizio sanitario che non sappia integrare pienamente tutte le professionalità che si occupano della cura della persona».

Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, ha evidenziato come l’apertura della nuova area rappresenti «una scelta che affianca alla competenza sanitaria un’attenzione concreta alla persona e alle sue fragilità e di come il San Giovanni Battista rappresenti un fiore all’occhiello della sanità, della nostra città e della nostra regione».
Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, ha richiamato in particolare il tema dell’umanizzazione delle cure: «Mettere al centro non la malattia, ma il paziente, con i propri familiari, è l’aspetto più importante che si possa portare avanti».

A spiegare il significato della nuova area è stato Edoardo Bellomo, Direttore Generale delle Attività Sanitarie dell’Ordine di Malta. «Accompagnare i pazienti in questo percorso significa certamente permettere loro di recuperare la mobilità e le loro funzioni. Significa anche accompagnare una persona nel percorso che la conduce nuovamente alla propria vita, nelle migliori condizioni che sia concretamente possibile raggiungere». La Terapia assistita con gli animali, ha aggiunto, non deve essere considerata una semplice attività complementare, ma uno degli strumenti attraverso i quali arricchire il percorso di cura. Nel suo intervento il Direttore Generale ha rivolto un ringraziamento alle istituzioni per il contributo che ciascuna, nelle proprie competenze, sta assicurando allo sviluppo del San Giovanni Battista e alla realizzazione della nuova ala dell’Ospedale. «È un percorso che stiamo costruendo insieme – ha sottolineato – con la Regione Lazio, perché il nuovo assetto assistenziale risponda ai fabbisogni di salute dei cittadini e sia coerente con la programmazione regionale; con Roma Capitale, che ci ha accompagnato nel complesso iter urbanistico e amministrativo; e con il Ministero della Salute, che continua a seguire con attenzione e competenza lo sviluppo delle nostre attività sanitarie».

Tommasangelo Petitti, Direttore Sanitario dell’Ordine di Malta, ha invece richiamato il valore del rapporto tra paziente e animale. «Il cavallo presta il proprio passo al paziente», ha spiegato, sottolineando come «la terapia assistita con gli animali è rivolta a qualunque paziente abbia bisogno di un percorso riabilitativo e di come questa esperienza contribuisca non soltanto al suo recupero motorio, ma anche alla riconquista dell’equilibrio e della fiducia in se stessi».

L’inaugurazione assume un significato particolare anche in vista del 2027, anno in cui ricorreranno i 150 anni dalla fondazione dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta. «Dal 1877 al 2027 sono cambiati i bisogni, gli strumenti e le forme, ma non è cambiato il nostro dovere di servire», ha sottolineato il Presidente Lorenzo Borghese.

La giornata si è conclusa con una dimostrazione di fisioterapia con i cavalli e con la visita al Bosco Vivo e all’Orto riabilitativo. Tre spazi diversi, ma parte di uno stesso percorso: ampliare le possibilità della riabilitazione e offrire ai pazienti strumenti in più per recuperare autonomia, sicurezza e qualità della vita.