Delegazione di Viterbo - Rieti
Sovrano Militare Ordine di Malta

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34ª Giornata Mondiale del Malato: I Cavalieri di Malta accanto ai sofferenti

L’11 febbraio 2026, memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, la Chiesa cattolica ha celebrato la 34ª Giornata Mondiale del Malato, appuntamento che ogni anno richiama la comunità cristiana alla responsabilità della cura e della vicinanza verso chi soffre.

In questa significativa ricorrenza, i Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta, Delegazione Viterbo Rieti, hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Civitavecchia, insieme agli assistiti del Centro di assistenza cittadino, affidando al Signore i malati e quanti li sostengono ogni giorno con impegno e amore.

Per l’Ordine di Malta, nato a Gerusalemme come istituzione ospedaliera al servizio dei pellegrini infermi, questa Giornata rappresenta un momento profondamente identitario. La presenza dei Cavalieri non è soltanto segno di partecipazione, ma espressione concreta di una vocazione che attraversa i secoli: servire Cristo nei “Signori Malati”, riconoscendo nella fragilità un luogo privilegiato di incontro con Dio e di testimonianza evangelica.

Monsignor Cono Firringa, Parroco della Cattedrale e Cappellano dell’Ordine di Malta ha presieduto la Messa solenne. La sua riflessione ha sviluppato il tema della Giornata – «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro» – richiamando la parabola evangelica come paradigma di una carità operosa. Non un sentimento astratto, ma un amore che si traduce in gesti concreti, in tempo donato, in condivisione autentica della sofferenza. È questa la cifra spirituale che anima quotidianamente l’azione dei membri della Delegazione sul territorio, chiamati a rendere visibile la misericordia attraverso il servizio.

Particolarmente suggestiva è stata la conclusione della celebrazione con il canto mariano alla luce dei “flambeaux”, simbolo dei pellegrinaggi a Lourdes. Le fiammelle accese hanno evocato la speranza che illumina anche le situazioni più difficili e la protezione materna della Vergine, alla quale sono state affidate le ansie, le prove e le attese di guarigione di tanti fratelli e sorelle.

In un tempo segnato da fragilità diffuse, la testimonianza della Delegazione Viterbo Rieti riafferma con forza che la carità è responsabilità concreta e quotidiana. Nella fedeltà al proprio carisma – l’obsequium pauperum – i Cavalieri continuano a rendere attuale la tradizione ospedaliera dell’Ordine: una presenza discreta ma operosa accanto a chi soffre, perché nessuno si senta solo nel momento della prova.