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Martedì 07 Dicembre 2010 14:30
In occasione dell'Anno Santo Compostelliano, il Gran Priorato di Roma ha partecipato dal primo al tre ottobre al Pellegrinaggio internazionale dell'Ordine a Santiago de Compostela, guidato dal Gran Maestro fra Matthew Festing per venerare l'Apostolo Martire San Giacomo Maggiore. Dei 250 membri e volontari provenuti da tutto il mondo, gli italiani erano 120, dei quali 35 del Gran Priorato di Roma.
Il pellegrinaggio italiano era guidato dal Presidente del Consiglio Magistrale, S.E. il Comm. Gran Croce di Giustizia Frà Carlo d’Ippolito di Sant’Ippolito, e dal Vice Presidente Donna Benedetta dei Principi Barberini Colonna di Sciarra, Dama Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza.
Tutti i pellegrini hanno partecipato al Cammino di cinque chilometri, partito dal Monte Gozo (detto appunto Monte della Gioa, dal quale i pellegrini vedono per la prima volta la Cattedrale al loro arrivo a Santiago) e che si è concluso presso la Cattedrale per il tradizionale abbraccio di San Giacomo.Nel corso della successiva celebrazione solenne della S. Messa di apertura del Pellegrinaggio, nel Monastero di S. Martin Pinario, S. A. E.ma ha compiuto il tradizionale gesto di accoglienza della lavanda dei piedi a quei volontari del CISOM che come pellegrini avevano percorso nei gironi precedenti un più lungo pellegrinaggio a piedi.

Il giorno successivo il pellegrinaggio si è recato a Muxia, presso il Santuario della Vergine della Barca, ove la Santa Vergine apparve su una barca all’Apostolo Giacomo per incoraggiarlo a proseguire l’Evangelizzazione di quelle terre. Nel corso della successiva S. Messa il celebrante, P. Costantino Gilardi, ha indicato a tutti i pellegrini i tre cardini di quella nostra comunità in cammino citati in Atti 2, 42 come paradigma del pelle grinaggio di ciascuno: l'ascolto della Paola di Dio, la partecipazione all'Eucarestia, la preghiera.

Particolarmente affascinante è stato giungere nel pomeriggio a Finisterre, estremità dell'Europa occidentale, ove il mondo conosciuto un tempo aveva fine e dove ha termine il Cammino di Santiago con il famoso “KM 0,00”. Dopo altri tre giorni di cammino è tradizione che i Pellegrini giungano qui da Santiago a conclusione della loro esperienza di fede per ripartire rinnovati, o meglio “rivestiti” dell'Uomo Nuovo. Tale rinnovamento è testimoniato da un preciso “segno”: lasciare un indumento, un elemento dell'equipaggiamento, un oggetto con cui si è compiuto quel  cammino. Ecco quindi tutta una moltitudine variopinta di indumenti, scarpe e bastoni, lasciati in ogni dove, appesi sui due tralicci (o bruciati) come testimonianza di una personale decisione: vera meta del proprio pellegrinaggio interiore, al termine di quello esteriore.
La sera del 2 ottobre si è tenuto il pranzo di gala in onore del Gran Maestro a cui hanno presenziato i pellegrini, gli invitati e le autorità locali. Presso l'Hostal des los Reyes catolicos, palazzo dell'inizio del XVI secolo, già edificio per ospitare i pellegrini ora trasformato in elegante  albergo.

La Solenne Messa Pontificale di Chiusura del pellegrinaggio è stata celebrata la mattina di domenica 3 nella cattedrale  da S.E.R. Mons. Julián Barrio Barrio, Arcivescovo di Santiago, e si è conclusa con la recita della preghiera di Affidamento e di Offerta all’Apostolo Giacomo da parte del Gran Maestro.

Al termine della celebrazione il gigantesco botafumeiro, incensiere abilmente issato sino a 22 metri d'altezza dai "tiraboleiros", e fatto oscillare nel transetto della cattedrale ad una velocità di circa 70 km/h sino a sfiorare il soffritto, ha sigillato con il suo incenso il ricordo della sacralità di questo pellegrinaggio e del fascino che da secoli suscita nei pellegrini di tutto il mondo, consci che la Vita è movimento, come un cammino.

Il “Cammino de Santiago” è stato infatti dichiarato dal Consiglio d’Europa “Primo itinerario culturale europeo” e dall’Unesco “ Patrimonio dell’umanità”.


Enrico Passi