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| Giovedì 01 Luglio 2010 17:31 | |
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Sabato 12 giugno, per il secondo anno, i Conti Pocci Muti Bussi hanno organizzato presso la loro tenuta nelle campagne di Viterbo, una splendida Festa Campestre per tutti i partecipanti all’ultimo Pellegrinaggio a Lourdes. Membri dell’Ordine e volontari, già sorelle, barellieri, medici e infermieri, a distanza di poco più di un mese, si sono ritrovati per il piacere di essere di nuovo insieme con l’intento di regalare un’altra giornata di allegria e pura spensieratezza ai 35 signori malati che hanno accolto l’invito dei Conti Giulio e Maria Pocci. La giornata è letteralmente volata. Iniziata alle 8,30 presso il piazzale della Stazione Ostiense delle FS, a bordo del pullman appositamente noleggiato per i signori malati e alcuni loro familiari, a bordo del quale abbiamo raggiunto gli altri partecipanti a Viterbo. Ciascuno dei 120 convenuti ha contribuito alla tavolata, già riccamente predisposta dai padroni di casa, con proprie realizzazioni e con dolci. Nel frattempo l’atmosfera veniva ravvivata dalle note del Maestro Pierbasilio Ballato, già barelliere e generoso volontario anche in occasione di altre iniziative per i Pellegrinaggi, che ha saputo trascinare tutti i presenti nei canti e nei balli con la sua strumentazione. Alle ore 16 la S. Messa è stata celebrata da Don Andrea Coldani, già apprezzato nei pellegrinaggi per le sue abilità in occasione delle catechesi rivolte ai bambini. Durante l’omelia, incentrata sull’offerta, in casa del fariseo, da parte della peccatrice dei suoi strumenti pregiati di bellezza, il suo olio e i suoi capelli, prostrata ai piedi di Gesù, ha ricordato quale fosse la ricorrenza di quel giorno: la Festa del Cuore Immacolato di Maria. Una coincidenza, non pensata, con l’Immacolata Concezione da noi venerata a Lourdes un mese prima, o forse si è trattato, come sempre, …. di una “Dio-incidenza”! Al termine di un ultimo momento di festa, sigillo dei balli e dei canti che durante quelle ore si erano impressi nella memoria dei presenti, il gruppo si è congedato da quel rigoglioso giardino, quasi incantato, per risalire a bordo del pullman. Enrico Passi |
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