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Lunedì 10 Maggio 2010 14:24

..quel viaggio che dà sapore alla meta, …. e che meta!

Una traiettoria in cui  un percorso si trasforma in Pellegrinaggio, perché trascorso in comCatechesi nelle Saleunione, con nuove amicizie, in atteggiamento di reciproca disposizione, una offerta che è già in sé stessa una Preghiera comunitaria.
Un aereo ed un treno, due viaggi, diversi ma egualmente intensi. All'andata per predisporsi ad un Pellegrinaggio a Lourdes, e al ritorno per custodirne quel tesoro ricevuto, tempo prezioso per avvolgere la delicatezza di quella Grazia feconda nelle intime pieghe della propria anima ove darà i suoi Frutti, presto o tardi.

Questo è lo spirito con cui, dal 30 aprile al 4 maggio, l'Ordine di Malta, guidato da S. A. E.ma il Gran Maestro Frà Mattew Festing e dal Sovrano Consiglio, è convenuto a Lourdes per il suo 52° Pellegrinaggio Internazionale, quest'anno con 10.000 partecipanti da tutto il mondo, di cui 1.900 dall'Italia: 364 solo dal Gran Priorato di Roma.

Fra questi nostri partecipanti i malati erano 97, di cui 29 bambini, provenienti dai reparti di oncologia e di ematologia dell'Ospedale Pediatrico del Bambin Gesù o seguiti dall'Associazione Sindrome di Williams. Hanno avuto il privilegio di servirli, del Gran Priorato di Roma: 97 sorelle, 98 barellieri, con l'assistenza di 12 medici, 6 infermieri, 2 farmacisti. Tutti guidati da dal Pro Patrono dell'Ordine S. E. Rev.ma Mons Paolo Sardi, il Prelato dell'Ordine S. E. Rev.ma Mons. Angelo Acerbi, S. Em.za Rev.ma il Card. Renato Martino, 12 dignitari, 2 sacerdoti. Oltre a 35 accompagnatori.

Due particolarità sono emerse rispetto al passato, tra le numerose testimonianze ed esperienze di fede, che solo un pellegrinaggio così può regalare a chi vi partecipa.
Una prima novità, emersa per l'esemplarità del servizio offerto, è rappresentata dal nutrito gruppo di volontari, giovanissimi, che al loro primo Pellegrinaggio si sono distinti sia nella inedita quotidianità degli incarichi loro assegnati, ma sopratutto nella eccezionalità del viaggio di ritorno in treno, molto impegnativo perché durato, a causa di imprevisti sia atmosferici che di circolazione sulle linee francesi, circa 46 ore.

Una seconda intensa esperienza, su un piano diverso, descritta dalle due dottoresse del Bambin Gesù, chirurghi oncologici che hanno in cura i nostri piccoli Pellegrini che hanno vivacizzato Lourdes in quei giorni.

All'arrivo al Santuario, mentre accompagnavano i loro piccoli pazienti alle piscine, hanno scoperto che la loro assistenza da quell'istante si andava lì completando su di un nuovo profilo. Non si trattava più solo di un accompagnamento medico, tecnico e professionale, ma si stava realizzando anche un accompagnamento spirituale del paziente e della sua famiglia del tutto inedito. Un gesto  che le vedeva unirsi caritatevolmente e con Fiducia alla Loro Speranza, alla Loro preghiera feconda, alla compartecipazione a quegli atti di Fede e di devozione, nella Gioia di essere anche esse, non più solo dottoresse, ma qualcosa di Più, lì con Loro, a Lourdes, ad immergersi nell'acqua delle piscine. E da quel momento quella “meta” ha acquisto quel sapore nuovo, ha avuto inizio il Pellegrinaggio.

Seguono le righe inviate ad una Sorella, scritte di getto e spontaneamente, da Giulia Ranisi, la mamma di Eleonora (4 anni), che ne ha autorizzato la pubblicazione sul periodico “SERVIRE”. Tali parole focalizzano meglio di ogni altro tentativo l'essenza e la Bellezza dell'esperienza di fede che offre il  Pellegrinaggio a Lourdes. Infine segue la Preghiera del Personale Sanitario, che sintetizza il senso del servizio offerto da tutto il personale ai Signori Malati: perché le loro carrozzine, le loro sedie a rotelle, e i loro passeggini sono, in realtà, …. il trono di un Re.

Segnalando che il tema pastorale di Lourdes per quest'anno è il Segno della Croce, nel compiere questo gesto, possiamo pregare insieme affinché il Signore:

  • sia sempre nei nostri pensieri: nel nome del Padre, quindi presente nella mente,
  • sia sempre nei nostri desideri: nel nome del Figlio, quindi presente nel cuore
  • sia sempre presente nelle nostre azioni: nel nome dello Spirito Santo, nelle braccia, e quindi nelle opere che grazie a queste realizzeremo.


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Da: Ranisi Giulia
Inviato: mercoledì 19 maggio 2010 9.44

La cosa bella è stata Lourdes, è proprio vero, ti rimane nel cuore. Ele ogni tanto ricanta l’Ave Maria che cantavano davanti alle piscine dove abbiamo fatto la foto, a modo suo fa il segno della croce :D e domenica l’ho portata a messa (e pisolino a parte) era proprio contenta :D
Lourdes e' stata un’esperienza bellissima! Ne avevo bisogno, e per me è stato come fare un salto indietro nel tempo....mi mancano i tempi del post cresima o della preparazione al Matrimonio;D

Avere del tempo per se e per le proprie preghiere e condividerle è impagabile.
Andare lì è stato ritrovare un’atmosfera unica, naturalmente ognuno di noi può avere più o meno fede, non so è una cosa molto intima, ma ho avuto momenti di serenità che di solito non ho. Stà di fatto che rimane un luogo di speranza, certo devi essere preparato, vedi tante cose, tante sofferenze e tante speranze, vedere i bambini è la cosa più dolorosa forse.
Ma ci fà capire quanto siamo fortunati, e anche se noi siamo coinvolti nelle difficoltà (di certo i nostri figli non hanno il raffreddore) possiamo ritenerci fortunati, e questo ci deve dare solo maggior forza e costanza per dare una qualità di vita sempre maggiore non solo ai nostri figli, ma a chi vive delle difficoltà in generale.

Per il resto il viaggio è un viaggio è come tutti i viaggi ha dell'avventuroso:D il rientro da odissea di appena 43 ore ha avuto il risvolto positivo di farci stare un pochino più assieme ma è stato bello, sono certa che chiunque abbia vissuto questa avventura non possa preservarne che un ricordo positivo ! tutti voi siete stati pazienti e disponibili, e avete fatto tutto quanto era in vostro potere per aiutarci, l’unico neo sono i momenti di crisi di Ele, e quelli li sento come macigni, mi fanno sentire impotente e vederla star male e non poterla aiutare mi manda matta, ma sensi di colpa a parte, è stata una bellissima esperienza e lei è un vero angelo.

Mi mancate tanto e mi mancate tutti, appena riesco cerco di recuperare le fotine fatte con il mio tel. Te le giro. Un abbraccio forte forte (come dice Ele). E spero che ci vediamo il 12 Giugno

A presto
Giulia
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Da: Ranisi Giulia
Inviato: mercoledì 26 maggio 2010 11.27

(…………) Quindi cerchiamo di far capire che le nostre creature anche se sembrano un Picasso e non un Rembrant (e quindi possono apparentemente non piacere) sono e rimangono capolavori della natura, di Dio, quindi come con la storia dell’arte tocca far capire che un capolavoro lo è a prescindere dalle strutture culturali in cui cresciamo.

Giulia Ranisi
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Preghiera del Personale Sanitario (composta da S.E. Mons. Montini)

Signore, che sai essere mio dovere assistere gli ammalati, fa ch'io li serva non con le mani soltanto, ma anche col cuore; fa, ch'io li ami.

Signore, che hai avuto pietà per ogni umana sofferenza, rendi forte il mio spirito, sicuro il mio braccio nel curare gli infermi, nel medicare i feriti, nel sorreggere gli straziati e i morenti; ma conserva sensibili l'animo mio al dolore altrui, gentile la mia parola, dolce il mio tratto, paziente la mia veglia

Signore, che hai creato l'umana natura composta di anima e di corpo, infondimi rispetto per l'una e per l'altro, insegnami a consolare l'anima afflitta, curando il corpo infermo.

Signore, che hai detto essere fatto a te il bene prodigato ai sofferenti, dammi di vedere Te in essi ed essi in Te.

Signore, che hai promesso di non lasciare senza premio nemmeno un bicchier d'acqua dato per amor tuo, riserva la ricompensa che Tu solo puoi dare a questo mio lavoro ch'io voglio compiere con pietà e con amore.

E tu Maria, consolatrice degli afflitti e salute degli infermi, sii anche per me maestra sapiente e madre benigna.

Enrico Passi