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Domenica 25 Giugno 2017 13:51


Venezia, 24 giugno 2017. Messa solenne nella Chiesa Gran Priorale dell’Ordine di Malta a Venezia, per l’annuale ricorrenza di San Giovanni Battista, patrono dell’Ordine. Su invito del Procuratore Autorità Religiose, Civili e Militari, sono accorsi per la solenne celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola e Cappellano Conventuale ad honorem dell’Ordine.

Nel saluto iniziale il Procuratore ha ricordato come in quel luogo sorse uno dei primi ospedali cittadini, intitolato a Santa Caterina d'Alessandria patrona della Lingua d'Italia nel quale per secoli sono stati ospitati i pellegrini in viaggio per la Terra Santa e si é poi continuato, in tempi sempre più difficili, a tener alto lo stendardo del carisma melitense.

I predecessori hanno insegnato e testimoniato con l'esempio più alto, che il giovannita deve essere: cristiano coerente, attento conoscitore del magistero del Pontefice e del Vescovo, paladino della carità senza distinzioni e senza esitazioni. Hanno indicato le virtù del nostro patrono Giovanni il Battista che ci addita la via del servizio con quella lapidaria affermazione che é condizione necessaria dell'agire cristiano: "Bisogna che Lui cresca e che io diminuisca".

Questo é il solco tracciato dal Beato Gerardo nostro fondatore e ispirato dal Precursore Giovanni il Battista che fu campione di rettitudine e santità fino al martirio. Figli della grande famiglia benedettina, i giovanniti adottarono il carisma proprio della tuitio fidei e dell'obsequim pauperum, con con cui si cerca di realizzare la prima finalità dell'Ordine che é quella della santificazione dei  membri dell'Ordine.

Il Gran Priorato, riunito in festa e in preghiera nella memoria della nascita di San Giovanni Battista, ha rinnovato coralmente la gratitudine per le grazie ricevute in una anno di duro ma fruttuoso servizio, confermando l'impegno assunto di difesa della Fede e di servizio a favore dei Signori Malati, con i quali, nel corso dell'anno si sono vissuti i momenti più alti dell'impegno giovannita.

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La Santa Messa é stata anche l'occasione per ammirare un capolavoro del Rinascimento recentemente restaurato e tornato ad essere il punto di attrazione della Chiesa dei Cavalieri: il “Battesimo di Cristo” di Giovanni Bellini. L’opera, una grande tavola di due metri per due metri e 17 centimetri, ha avuto una vita avventurosa. Commissionata nel 1504 dal priore Sebastiano Michiel, rappresentato ai piedi della Croce, era stata destinata a pala dell’altar maggiore. Vi restò per alcuni secoli fino a quando, nel 1806, nella lista delle 48 chiese sequestrate da Napoleone finì anche quella dell’Ordine di Malta: il quadro di Bellini fu così requisito dai francesi e destinato a una cappella della cattedrale di Bordeaux. Però vi restò poco: nel 1815 lo presero gli austriaci, portandolo ai Musei imperiali di Vienna, dove rimase fino alla caduta dell’impero austroungarico. Compreso nei risarcimenti di guerra all’Italia, ritorna a Venezia alla fine del primo conflitto mondiale. Ma le sue peregrinazioni non erano finite: venne trasferito a Roma e conservato nelle Scuderie del Quirinale. Fu il Gran Maestro Fra’ Ludovico Chigi Albani a ottenere il ritorno del capolavoro alla sede veneziana dell'Ordine di Malta. Il prezioso quadro viene così finalmente restituito alla sua sede originaria, anche se in posizione differente a causa delle modifiche apportate nei secoli all’altar maggiore. Restaurata nel 2014 è ora visibile anche ai numerosi curiosi che visitano il ristrutturato complesso dell’antico Gran Priorato che comprende anche un chiostro ed il giardino privato più vasto di Venezia.