Stampa E-mail
Martedì 15 Settembre 2009 15:31
E’ questa l’iscrizione sul portale d’ingresso alla “Chiesa Vecchia” che dà il benvenuto al pellegrino che ne varca la soglia per recarsi a raccogliersi in preghiera davanti alla Madonna Nera del Santuario di Oropa, sopra i monti di Biella.
Qui infatti, a 1200 metri sul mare, sorge il più importante santuario mariano delle Alpi,  punto focale per i viatores in transito da Est verso la Valle d’Aosta ed i suoi passi, secondo la tradizione sorto nel IV secolo ad opera di S. Eusebio (primo vescovo di Vercelli), che nei difficili periodi della persecuzione ariana vi portò e vi nascose la statua della Madonna Nera, originaria della Palestina.
Il Santuario ha raggiunto la monumentale dimensione odierne grazie a successivi interventi da parte dei più grandi architetti sabaudi (Arduzzi, Gallo, Beltramo, Juvarra, Guarini, Galletti, Bonora) che hanno contribuito via via a progettare e a realizzare l’odierno grandioso monumento tra la metà del XVII e del XVIII secolo.
Articolato su tre piazzali a terrazza, il complesso è imperniato su due grandi luoghi di culto: la Basilica Antica, realizzata all’inizio del XVII secolo e in cui si venera la Madonna Nera e la Chiesa Nuova consacrata nel 1960. Completano la struttura monumentali edifici e chiostri (che consentono un’ampia ricettività: più di 300 posti letto) e la solenne scalinata che conduce alla Porta Regia.
Proprio all’interno di quest’ultima il 14 Giugno di quest’anno è stata posata una lapide, benedetta dal Vescovo di Biella Monsignor Mana, durante ed a ricordo del decimo Pellegrinaggio del Gran Priorato di Lombardia e Venezia (usualmente con la partecipazione delle Delegazioni di Torino, Milano, Genova e Modena): 64 Signori Malati hanno affidato i loro dolori alla Madonna Nera accompagnati da numeroso personale dell’Ordine.
Per le sue particolari caratteristiche il Santuario ospiterà anche la ripresa autunnale del Corso di Formazione Melitense fortemente voluto da S.E. il Gran Priore, previsto in Settembre, con la partecipazione di una cinquantina di Cavalieri del Gran Priorato.