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CENA DI BENEFICENZA Tobbiana, Sabato 7 luglio 2012 Stampa E-mail
Sabato 07 Luglio 2012 00:00
È iniziata la fase operativa della quarta edizione del Progetto Ljubljù 2012, sostenuta dal Capo Raggruppamento Toscana e Membro della Delegazione l’avv. Cav. Ludovico PECORARO RICCI ARMANI e dalla stessa Responsabile del Progetto, la Volontaria Gilda VENTURINI realizzato in stretta collaborazione con la Delegazione dell’Ordine di Malta di Firenze. A breve infatti arriveranno in Italia ben 25 bambini dalla Bielorussia, cresciuti nella zona di Chernobyl, per trascorrere con noi il loro soggiorno terapeutico nella consueta Colonia Avad di Tarquinia Lido, che comprenderà naturalmente anche una serie di visite specialistiche tese ad accertare lo stato di salute dei nostri piccoli graditi ospiti.
Per contribuire ulteriormente a questo soggiorno di risanamento Don Cristoforo Mielnik, con l’aiuto della meravigliosa Comunità di Tobbiana e Fognano, ha organizzato sabato 7 luglio, insieme a tutta la Sezione del Cisom di Pistoia, una fantastica cena sul piazzale panoramico della chiesa di Tobbiana (Montale) alla quale hanno partecipato circa 230 persone, la serata è stata rallegrata anche con intrattenimento musicale. Questa meravigliosa iniziativa, oltre alla raccolta fondi come già detto è stata anche un’operazione di presentazione a tutte quelle persone che sono all’oscuro di questa benefica iniziativa, le quali, dopo esserne venute a conoscenza, loro stesse si sono offerte ad apportare il loro sostegno.
Divulgare il Progetto Ljubljù ha infatti la massima importanza; è proprio attraverso la sua diffusione che siamo riusciti ogni anno ad aumentare il numero dei nostri piccoli ospiti. Ricordiamo infatti che grazie a questo sforzo corale del CISOM e della Delegazione, abbiamo potuto aumentare il numero dei bambini di anno in anno, passando dai 10 bambini del Progetto nel 2009,  ai 25 di questa edizione!
La serata si è conclusa con l'estrazione dei biglietti della lotteria di beneficenza, che, con grande soddisfazione di Don Cristoforo ha detto:“Il risultato ottenuto mi riempie di gioia, grazie all’aiuto di tutti i nostri amici e sostenitori. Voglio davvero ringraziare chi, come sempre e sempre di più, ci dimostra amicizia e solidarietà impegnandosi per aiutarci nelle nostre attività”.
Hanno partecipato all’evento anche illustre personalità di Firenze, tra le quali desidero ricordare il Prof. Menonna con alcuni Suoi colleghi medici, Funzionari della Questura di Pistoia, il Comandante dei Vigili, il Vice Sindaco ed altri che hanno contribuito con generosità alla serata di beneficenza, e concludo ricordando la meravigliosa azione compiuta dai ragazzi della parrocchia che hanno devoluto al Progetto il ricavato di una “Nutella Party”.
Ringrazio Don Giancarlo Lanforti della Delegazione di Firenze, per la Sua attiva partecipazione alla serata nonostante i Suoi numerosi impegni e tutti i Volontari del CISOM e della Sezione SMOM di Pistoia, che hanno lavorato in armonia prima, durante e dopo cena, creando un clima di gioia, serenità e condivisione.
Ed infine un ringraziamento a tutte le persone che hanno partecipato, la Carità potrà fare davvero tanto: portare la speranza laddove ormai sembra essere un miraggio.

F.to Gilda Venturini
 
Storia della Chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in Firenze Stampa E-mail
Giovedì 07 Giugno 2012 14:08
Il monastero, le cui radici affondano nella storia della cristianità di Firenze, è stato l'originaria sede in cui ebbe vita la comunità dei monaci Celestini i quali, grazie a generose largizioni di molteplici cittadini, eressero il predetto edificio in quella Via San Gallo denominate "la strada della carità", una delle più importanti arterie fiorentine per la presenza di numerosi ospizi ed ospedali, con annessi monasteri, per l'accoglienza dei pellegrini e dei viandanti.
La configurazione interna del primitivo edificio chiesastico, in larga misura rimasta inalterata, e un modello tipico di architettura trecentesca che richiama la tipologia delle chiese dell'Ordine dei Celestini presenti in Abruzzo.
Gli appartenenti a tale Ordine monastico acquisirono, con una Bolla del 15 marzo 1329 di Giovanni Gaetano Orsini, legato in Toscana di Papa Giovanni XXII, Oratorio dedicato a Santa Maria Maddalena Penitente di Via San Gallo, fino ad allora in possesso dei monaci della Badia Fiorentina.
Dopo 225 anni di attività, Cosimo I Medici trasferì i Celestini nella Chiesa di San Michele Visdomini sostituendoli con le Cavalieresse di Malta nel complesso reso cosi disponibile (12 marzo 1552), le quali, in precedenza, si erano dedicate all'assistenza degli emarginati e dei sofferenti e, successivamente, si trasformarono in suore di clausura.
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Incontro di formazione spirituale: “Testimoniare la Fede”. Stampa E-mail
Mercoledì 06 Giugno 2012 12:35
Lunedì 23 aprile 2012, festa di S.Giorgio martire, patrono di cavalieri e militari, presso il Convitto della Calza a Firenze, si è tenuto l’incontro di formazione spirituale della Delegazione SMOM di Firenze guidato da Don Giancarlo Lanforti, finalizzato in particolare alla preparazione dei Membri e dei Volontari in partenza per il servizio a Lourdes coi Signori Ammalati.
I numerosi partecipanti, provenienti anche dalle altre sezioni toscane della Delegazione, sono stati accolti dal caloroso saluto e ringraziamento del Delegato, Dott. Carrega Bertolini, Cavaliere di Onore e Devozione, che ha introdotto il tema dell’incontro “Testimoniare la Fede”. La riflessione di Don Lanforti si è incentrata sul valore dell’unità tra Fede e Carità, come caratteristica  dell’impegno sociale cristiano e in particolare modo  in ossequio al carisma melitense. Ma Fede e Carità non sono complete senza la Speranza, che aiuta il credente, a non cadere nell’ errore del filantropismo degli umanesimi atei, scientisti e idolatri. Citando  S.Paolo (Cor 13,1-13), ”la Carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera e tutto sopporta” .L’ applicazione concreta della Carità è ciò che cambia  radicalmente tutta la nostra vita di credenti, altrimenti senza di essa la Fede,proclamata solo a voce, è come un vuoto suono di parole che ci fa “risuonare come bronzi e tintinnare come cembali”.
Fede e Opere ci devono condurre dalla confessione dell’ortodossia religiosa alla pratica quotidiana, con la consapevolezza che amare Cristo significa seguirlo sulla via del martirio, da considerare, in una prospettiva cattolica, non come un incidente di percorso, ma come un orizzonte da contemplare, ovvero come una delle possibili chiamate del Signore (“Mi ami tu,Pietro? (Gv 21,15)) e poter poi, con umiltà e sicurezza, affermare con S.Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la Fede” (2Tim, 4,7).
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