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Mercoledì 14 Ottobre 2009 16:01
Il giorno 24 Settembre 2009, la Delegazione SMOM di Firenze, si è ritrovata, dopo la pausa estiva, presso il convento dei Padri Francescani dell’Immacolata, alla Chiesa di Ognissanti, per continuare il ciclo d’incontri di formazione teologica, in chiave storica, tenuti dal Rev.mo Padre Serafino Lanzetta.
Il tema dell’incontro era “La Chiesa nel XX secolo”. Il XX secolo - lo ha premesso Padre Serafino - si è aperto con una corrente filosofico–teologica chiamata “modernismo”. Si tratta di un pensiero che ha avuto seguaci nella Chiesa cattolica ma che presenta insidie, come già denunciava Papa Pio X, potendo condurre alle sue estreme conseguenze all’ateismo.
Il passaggio cruciale tra XIX e XX secolo è stato segnato dal pensiero filosofico kantiano che con le sue “categorie” aveva cercato di ingabbiare il mistero e la ragione. L’uomo dei primi del ‘900 considera la Fede come qualcosa di irrazionale, inaccessibile alla mente umana, conoscibile solo attraverso il sentimento.
Con queste premesse, la religione, considerata non più Verità rivelata da Dio all’uomo, diviene “sentimento religioso”, cioè un insieme di dottrine costruite dall’uomo e dalla sua cultura, non spiegabili con la ragione.
Secondo questa impostazione filosofica denominata “Agnosticismo”, la ragione non è più in grado di comprendere i misteri della Fede; forse esiste un “qualcosa” di soprannaturale ma vi si accede solo col sentimento, non con la Fede. Logica conseguenza è che, anche a livello teologico, tutto viene messo in discussione: Dio esisterebbe in quanto proiezione del sentimento dell’uomo. Non esistendo più una unica Verità rivelata, è giustificabile qualunque soggettivismo e quindi anche i dogmi non hanno più ragione di esistere, ma mutano nel tempo in base al mutare del  sentimento religioso dell’Uomo.
Persino la figura di Gesù viene modificata: Gesù non è più un Dio, ma la massima espressione della perfetta incarnazione del sentimento religioso. Dio stesso è ridotto a  un sentimento religioso, il che  ha per conseguenza che quando non lo si “sente” Egli non c’è, non esiste, resta solo l’Uomo. Il dramma dell’Umanità  moderna , come spesso ripete anche  il santo Padre Benedetto XVI, con le sue solitudini, le depressioni, che spesso hanno risvolti anche tragici, dipende in gran parte da questo atteggiamento fortemente individualista, che caratterizza la  nostra società, che con facilità dimentica la fratellanza divina con gli altri uomini.
Il problema è che se Dio non esiste più, proprio perché ridotto a un “sentimento”, può accadere che quando i sentimenti mutano, quando il prossimo diviene fastidioso, si può giungere anche ad ucciderlo, in nome del bene dell’Uomo. Quando invece l’uomo si ricorda che il suo bene e la sua gioia provengono dal suo stesso Creatore, che è la Via, la Verità e la Vita, anche la sofferenza diviene strada maestra per raggiungere la pienezza della propria esistenza e comprenderne il vero valore.
L'incontro è stato aperto con la lettura di una toccante preghiera che di seguito si trascrive.

PREGHIERA
Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!


(Kirk Kilgour, Los Angeles, 28 dicembre 1947 – Roma, 10 luglio 2002,  campione sportivo americano di volley: una brillante carriera spezzata da un tragico incidente avvenuto nel 1976 che lo condusse alla totale paralisi degli arti. Tragica ed insieme straordinaria esperienza di fede: questa preghiera è stata letta davanti al Santo Padre Giovanni Paolo II , in occasione del Giubileo dei Malati  tenutosi a san Pietro nel  Febbraio 2000).