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Sabato 26 Settembre 2009 10:01
Il giorno 2 Luglio 2009 la Delegazione di Firenze, si è riunita per il consueto incontro di formazione preso il Convento dei Padri francescani
dell’Immacolata.
Padre Serafino M. Lanzetta ha introdotto il tema della riflessione: la Chiesa all’epoca della Rivoluzione francese, sottolineando come gli effetti della secolarizzazione di oggi, siano conseguenza della riforma protestante e del pensiero Illuminista, che preparò il terreno alle istanze della Rivoluzione francese.
Già la riflessione filosofico-teologica di Lutero scisse la Fede dalla Ragione, poiché riteneva che questa appartenesse a un essere, l’Uomo, la cui natura era stata corrotta irreparabilmente dal peccato. Insorse anche contro il potere temporale della Chiesa romana ponendosi così in netta contrapposizione con il pensiero cattolico,che ritiene - al contrario - fondamentale il connubio Fede - Ragione - Carità concreta. Quest'ultima abbisogna di un'autonomia rispetto alle forze politiche e ai poteri economici dominanti. La successiva corrente Illuminista, affermando l’assolutezza della Ragione umana, propugnando il progresso scientifico e sociale, in nome del diritto allo sviluppo della capacità intellettiva, trovò la sua espressione culturale nella pubblicazione dell’Encyclopédie (1751-72) ad opera del letterato francese D.Diderot (1713-84). Essa definì la parola “religione” in questo modo: “..esser legati a qualcosa di sacro...”, non più quindi a un’Entità trascendente.
La Rivoluzione francese, inneggiando alla Ragione, quale unico valore, ne fece derivare le istanze di Fraternità, Uguaglianza, Libertà, diritti fondamentali per tutti, così come riconosciuti nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, votata dall’Assemblea Costituente nell’Agosto 1789.
Diretta conseguenza politica che ne derivò, fu l’insorgenza contro la Monarchia, che riceveva la sua regalità da Dio e che, con il suo governo assoluto, impediva la partecipazione del popolo  alla vita pubblica.
Era quindi divenuto necessario  liberare totalmente la Ragione dalla superstizione, insita nei dogmi di Fede della Chiesa  cattolica e rovesciare qualunque simbolo dell’Antico Regime che ad essa potesse ricollegarsi.
La Rivoluzione in nome della difesa dell’uomo e per il raggiungimento dei suoi ideali, ghigliottinò molti uomini.
Un’altra contraddizione è stata la produzione di dogmi laici molto stringenti; gli Illuministi erano estremamente superstiziosi, credevano nella magia e ad un tempo nell’esistenza di un Dio, definito “grande Architetto”, che avrebbe dato origine al mondo, disinteressandosi poi di quel che avveniva sulla terra.
Traendo spunto dalla domanda del Delegato, Cavaliere di Onore e Devozione M.se Dott. Carrega Bertolini Raffaele P.pe di Lucedio, sulla distinzione tra la Carità operata da un cattolico e quella di un ateo, Padre Serafino  ha concluso l’incontro, spiegando come le opere realizzate in nome dell’Uomo, quale fine ultimo, portano agli stessi risultati di tutte le Rivoluzioni.
Migliaia di persone sono uccise o sopravvivono, ma per lo più l’umanità si divide in categorie superiori e inferiori, dove soccombe sempre il più debole. L’uomo dimentica la sua reale dignità, che gli proviene da Dio in quanto suo figlio e coerede con gli altri fratelli di una grande eredità:l’incontro finale con Lui nella Risurrezione.
L’enciclica del Santo Padre Benedetto XVI “Caritas in Veritate”, esprimendosi oggi sul principio cardine della dottrina sociale della Chiesa, afferma con forza che “… l’annuncio della verità dell’amore di Cristo nella società, è l’unico modo per assicurare la realizzazione della Giustizia concreta per tutti gli uomini, perché se amo il prossimo con carità cristiana, ritrovando in lui un fratello, non posso innanzi tutto che esser giusto verso di lui. La “città dell’uomo” non è promossa solo da rapporti di diritti e doveri, ma ancor più e prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione.”( Caritas in Veritate, cap. I, par.2, pp.8-9).