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Lunedì 20 Luglio 2009 15:15
Il giorno 4 Giugno 2009 la Delegazione di Firenze si è riunita per il consueto incontro di formazione mensile presso il convento dei Padri Francescani dell’Immacolata.
L’incontro si è aperto con il cordiale saluto del Delegato M.se Dott. Raffaele Carrega Bertolini P.pe di Lucedio, Cavaliere di Onore e Devozione, che ha letto un passo tratto dalle Confessioni di Sant’Agostino, la cui riflessione era incentrata sull’aspirazione ultima dell’animo umano a esser accolto nell’Eterno.
Il tema trattato ha riguardato un evento epocale, caratterizzante l’Europa della prima metà del Cinquecento: la Riforma Protestante, cui la Chiesa Cattolica  – come è noto – ebbe a reagire con una serie di  strumenti teologici, istituzionali e politici volti a riaffermare la sua autorità e nel contempo riformare la sua stessa organizzazione, attraverso quella serie di iniziative che vanno sotto il nome di “Controriforma”.
Per capire lo scisma  protestante occorre tener presente che esso è stato l’acme di una pluralità di tensioni politiche, sociali e spirituali che erano maturate nel secolo precedente. Da un lato, la crisi della Chiesa che, dopo la vicenda avignonese, aveva raggiunto il massimo livello di mondanizzazione, denunciata già da tempo dagli Umanisti cristiani come Erasmo da Rotterdam (1466-153) ad esempio, nell’ “Elogio della Pazzia”; dall’altra l’ostilità dei prìncipi tedeschi verso il papato, che per ragioni di sudditanza economica  e politica cercavano l’autonomia da Roma. Tale scontro era destinato a durare fino alla pace di Augusta (1555) che sancì la divisione tra principati cattolici e protestanti.
Negli stessi anni ebbe a collocarsi il movimento di ribellione del monaco agostiniano Martin Lutero (1483-1546), che, sdegnato per il carattere commerciale assunto da una concessione di indulgenze autorizzata da Papa Leone X nel 1517, rese pubbliche  95 tesi  in cui venne contestato il valore di dette pratiche, ma purtroppo nella sua reazione non tenne in considerazione il significato teologico dell’indulgenza: dono della Chiesa ai fedeli per espiare qui in terra tutta la pena per merito dei suoi Santi, in vista della Vita Eterna.
L’origine dell’ interpretazione luterana del Cristianesimo, va ricercata soprattutto nell’esasperato bisogno di risposte al dramma esistenziale personale vissuto dal suo fondatore, ossessionato interiormente da una visione di Dio, molto severa. Pur essendo  monaco agostiniano estremizzò la riflessione teologica di Sant’Agostino.
Analizzando i fondamenti teologici della Riforma si può cosi riassumere: libero esame delle scritture, sacerdozio universale, rifiuto delle opere meritorie, acquisizione della salvezza per la sola Fede, (intesa soggettivamente), negazione del libero arbitrio e del valore oggettivo  dei sacramenti,  radicale disconoscimento dell’autorità papale  e del magistero della Chiesa.
Gli altri elementi essenziali che distinguono il Protestantesimo dal Cattolicesimo sono per esempio: l’idea che l’uomo è solo un povero peccatore, non può far nulla di positivo se non con la Grazia  di Cristo. In nessuna considerazione viene tenuta la figura della Madonna, creatura mortale, né dei Santi.
Sempre considerando il punto di vista di Lutero, l’uomo, in quanto nasce e continua la sua esistenza terrena da peccatore, non ha la possibilità di salvarsi neanche con le opere,perché la materia di cui è fatto è impura.Solo la misericordia di Cristo in punto di morte può rendere l’uomo salvo.
Lutero nella sua riflessione è stato influenzato anche dalla filosofia nominalista di Guglielmo da Occam, il quale crede che la Ragione non esprima più un concetto, ma un nome, quindi non indica più l’essenza delle cose, perciò la realtà diventa inconoscibile. Dio lo conosciamo solo con la Fede.La Ragione viene considerata al servizio del diavolo.
Secondo Lutero i Sacramenti ritenuti validi sono solo tre:
  1. il Battesimo, che comunque non libera completamente la natura umana dal Peccato; diversamente, nella visione Cattolica il Peccato la ferisce soltanto;
  2. l’Eucaristia, in cui Cristocnon per il sacerdozio ministeriale, che, per Lutero non esiste, ma per la Fede dell’Assemblea;
  3. la Confessione. Anche in questo Sacramento, Lutero non considera minimamente il sacerdozio ministeriale. La Confessione è un mero dialogo tra la coscienza del peccatore e Dio che scruta nel suo cuore, non c’è una totale rimessione dei peccati che si verifica con la Grazia sacerdotale, com’è invece per il Cattolicesimo.
Oltre a queste ragioni “teologiche”vi sono poi quelle politiche: Lutero venne finanziato in questa protesta, dai prìncipi tedeschi (es. Corrado di Sassonia)che volevano emanciparsi dal potere economico e politico di Roma.
La risposta cattolica alla Riforma  si ebbe  col Concilio di Trento (1545-1565)che condannò Lutero e ridefinì tutte le verità della dottrina cattolica, in particolare riaffermò:
  1. la necessità della Scrittura  e della Tradizione;
  2. il ruolo fondamentale della Fede, ma la Ragione ne è parte integrante;
  3. la completezza della Natura umana, che viene risanata dalla Grazia dopo che è stata ferita dal Peccato;
  4. la purificazione totale dell’anima attraverso il Sacramento della Confessione,che, per il tramite fondamentale del sacerdote, consente all’uomo  di ritornare alla sua natura di Giusto;
  5. l’importanza fondamentale della Carità concreta attraverso cui opera la Fede, che insieme alla Speranza ci mette in relazione con Cristo.
Un'altra riflessione è stata dedicata anche al ruolo dell’Inquisizione che si può suddividere in tre tipologie.
  • medioevale (XII secolo);
  • spagnola (epoca di Isabella di Castiglia);
  • romana (XVI secolo);
In particolar modo, la Chiesa cercò, attraverso questo Tribunale eccclesistico, di contrastare un’eresia molto perniciosa che si sviluppò nel XII secolo: quella dei Catari.
Si trattava  di una setta (il cui nome deriva dal greco katharòs: puro) che riprendeva le teorie manicheiste,che distinguevano tra un Dio buono, creatore dello spirito e uno cattivo, creatore della materia. I Catari condannavano in teoria la corporeità e la procreazione, ma  di fatto operavano ogni sorta di sodomia, purchè non fosse finalizzata alla procreazione.
Santi come Antonio da Padova o S. Domenico di Guzman, combatterono questi eretici che coi loro princìpi stravolgevano i cardini della società civile.
In conseguenza dell’incapacità, da parte del potere civile, di controllare le sollevazioni che provenivano spontanee dalle popolazioni, verso questi eretici, la Chiesa, cercò di far fronte al problema, affidando i casi sospetti alla competenza dei suoi giudici, che, in presenza del notaio, che provvedeva a verbalizzare ogni processo, cercavano di  scoprire i responsabili di queste teorie pericolose.
Il dibattito che ha animato il termine dell’incontro ha evidenziato che il relativismo odierno, denunciato dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, ha per radice proprio la mentalità protestante, assolutamente soggettiva, anche se non appare a prima vista e quanto perciò sia importante conoscere bene la storia della nostre radici cristiane e cattoliche per saper distinguere le menzogne spesso indirizzate alla  Chiesa Romana, dalla superficiale mentalità della nostra società contemporanea.
La lettura comune della Preghiera dei Cavalieri di Malta ha concluso l’incontro.