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Più di centomila presenze in un giorno, in Basilica, e le vie della città per la tradizionale processione : sono i numeri della festa del “Santo di Padova”: numeri, senza precedenti, che hanno sorpreso, e non poco, anche le persone che seguono direttamente da anni la festività del Patrono cittadino. L’intensità della devozione di tanti pellegrini, da ogni parte del mondo, verso Sant’Antonio la si era sperimentata già nel mese di febbraio, in occasione dell’Ostensione delle spoglie, ma quanto successo il 13 giugno di quest’anno ha superato ogni previsione. Pellegrini da ogni parte d’Italia, e non solo, con l’aggiunta di una nutrita e colorata rappresentanza di devoti dall’Eritrea, dallo Sri Lanka, dall’Ecuador, nonché da quasi tutti i paesi europei, da un lato hanno dimostrato l’attualità e l’intensità del messaggio antoniano, dall’altra hanno costretto tutte le strutture di accoglienza della Basilica ad un superlavoro. Il Cisom di Padova, di casa ormai da 10 anni nel Santuario Antoniano, era stato incaricato dal Suem 118 del coordinamento dei servizi sanitari e assistenziali in Basilica. Facendo tesoro dell’intensa esperienza maturata durante l’ostensione del febbraio scorso, è stato organizzato il tradizionale servizio di accoglienza e soccorso ai pellegrini: durante la fase organizzativa dei giorni precedenti la festa, le disponibilità di medici e volontari, sia afferenti al gruppo di Padova, sia di altri del raggruppamento del Veneto, e l’annunciato supporto anche delle squadre di Croce Rossa e Croce Verde avevano fatto supporre che quanto predisposto fosse ampiamente sufficiente, e addirittura sovradimensionato rispetto alle esigenze. Ma l’opprimente afa, la stanchezza di molti pellegrini giunti a Padova dopo lunghi viaggi in pullman o treno, per non parlare di chi giungeva in Basilica dopo chilometri di camminata a piedi, hanno provocato una serie veramente infinita di richieste di assistenza: malori, affaticamenti, soprattutto ad anziani; dal primo mattino e fino al termine delle celebrazioni, praticamente tutte le squadre all’opera ( in tutto 5 medici e più di cinquanta volontari, variamente distribuiti all’interno e all’esterno della Basilica) sono state contemporaneamente impegnate, senza un attimo di sosta. Nel pomeriggio un forte temporale, proprio in corrispondenza della processione per le vie cittadine, ha ulteriormente impegnato i volontari presenti, danneggiando parte della struttura e dell’attrezzatura medico – infermieristica presente nel punto di soccorso esterno alla Basilica: in questa giornata la parola riposo non ha fatto parte del vocabolario del volontario Cisom. Un così elevato numero di interventi (alla fine della giornata se ne conteranno più di cento, di cui una quindicina non erano trattabili compiutamente sul posto e hanno richiesto il ricovero ospedaliero) era francamente inaspettato, ed ha messo a dura prova ogni volontario impegnato. Il servizio svolto all’interno del complesso antoniano durante la celebrazione del 13 giugno ha comunque confermato ai volontari la bellezza ed il coinvolgimento dell’impegno assistenziale che da anni viene svolto dai volontari dell’Ordine di Malta in occasione di grandi eventi della Fede: il Santo probabilmente ha guardato con occhio benevolo l’attività di tutti, facendo sì che praticamente tutti gli interventi effettuati siano stati compiuti con efficacia, e risolti positivamente.
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