La neurologia della coscienza

Sospesi, come in bilico, tra “apparenza” e “presenza” i pazienti in stato vegetativo (SV) pongono in primo piano il problemo fondamentale dell’identità umana, della “persona”, ovvero di “ciò che noi siamo”.Perché ci rimane difficile, nonché inquietante, guardare negli occhi questi pazienti? Perché ci viene di distogliere lo sguardo come intimoriti, sorpresi, turbati? I loro occhi “muti”, senza sguardo, ci rimandano ad un’assenza, ad una vita sospesa, non a caso si parla di stati vegetativi. Talvolta i loro occhi errano senza una meta apparente, senza uno scopo, altre volte sembrano inseguire un’oggetto, una persona, ma in realtà manca un’intenzione, l’incontro col mondo e con gli altri. Spalancati sul nulla, quasi rivolti all’interno, ci testimoniano la tragica solitudine della loro situazione. Sembrano gli occhi delle statue, che cieche, non “vedono” e per questo mancano di interiorità, di vita, appunto, sono cose, oggetti del mondo, “espressivi” ma non “soggetti”. In che senso, dunque, si può ancora parlare di “persona”, di “identità” nel caso di pazienti che permangono in stato vegetativo? la scienza se non può dare delle risposte definitive deve, almeno, porre in modo esplicito il problema.Pertanto la domanda cui dobbiamo cercare di rispondere è: Di quale coscienza, o meglio di che "tipo di coscienza", parlano i neurologi in questi casi? Ne parlano come di una "funzione" del corpo, o meglio di una sua parte, sia pure privilegiata, "il cervello", ne parlano, cioè, dal punto di vista della neurofisiologia, come di una funzione del cervello. Molti “fatti” sono stati “spiegati” e oggi la scienza può perseguire l’obbiettivo della “spiegazione” della mente e della coscienza umana. Ma ogni cosa ha il suo prezzo, o forse i suoi limiti. Limiti che sono propri del “metodo” delle scienza moderna L’oggettivazione dell’uomo e la conseguente riduzione del “fenomeno” coscienza a funzione del cervello, ad "epifenomeno del fisiologico", ha consentito la nascita della psicofisiologia al prezzo dell’esclusione metodologica di ogni esperienza personale e la rinuncia alla comprensione del fenomeno coscienza. In questo sta la forza ed il limite delle neuroscienze.

 
Disturbi del movimento: aspetti clinici e riabilitativi
Il convegno che si svolgerà a Roma all’inizio di Aprile 2009 rappresenta il "II Convegno Nazionale della Sezione della SIMFER sulle malattie extrapiramidali”.
Nel corso dei lavori verrà posto l’accento sugli aspetti clinici e riabilitativi delle disabilità relative a queste patologie con particolare riguardo alla Malattia di Parkinson. Verrà anche dedicata una sezione al fenomeno della spasticità ed agli strumenti che oggi possediamo per controllare sia gli spetti focali che quelli generali legati a questa condizione.
Alla fine del Convegno si terrà anche un incontro con le Associazioni degli utenti per un sereno confronto sui temi trattati.
 
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